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Scoperta pavimentazione di una villa romana

Dopo decenni di tentativi falliti, è stata riportata alla luce parte della pavimentazione e delle fondamenta della Villa romana nei campi a nord di Negrar, in Valpolicella, nel veronese, scoperta dagli studiosi oltre un secolo fa.

I tecnici della Soprintendenza di Verona, con un carotaggio mirato del suolo, stanno parzialmente scoprendo i resti del manufatto ancora presenti sotto alcuni metri di terra con l’obiettivo di identificare con precisione l’estensione e l’esatta collocazione della antica costruzione.

In seguito la Soprintendenza, di concerto con i proprietari dell’area e con il Comune per individuare le modalità più adeguate per rendere visitabile questo tesoro archeologico nascosto sotto le vigne dove nascono l’Amarone e il Valpolicella.

scoperta villa romana
Villa romana tra le vigne di Negrar di Valpolicella. Pubblicato il – 26 maggio 2020 – 16:19

“Dopo innumerevoli decenni di tentativi falliti, finalmente è stata riportata alla luce parte della pavimentazione e delle fondamenta della villa romana ubicata a nord del capoluogo, scoperta dagli studiosi oltre un secolo fa”. Questo l’annuncio dell’amministrazione comunale di Negrar di Valpolicella. Una pavimentazione che sembra essersi conservata perfettamente.

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Villa romana tra le vigne di Negrar di Valpolicella

Un ritrovamento avvenuto tra le vigne della Valpolicella. “I tecnici della Soprintendenza di Verona, con un carotaggio mirato del suolo, stanno parzialmente scoprendo i resti del manufatto ancora presenti sotto alcuni metri di terra, con un obiettivo preciso: identificare l’esatta estensione e la esatta collocazione della antica costruzione”.

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Villa romana tra le vigne di Negrar di Valpolicella

Un luogo di grandissimo interesse per esperti e storici, ma potenzialmente anche per turisti e escursionisti. Un motivazione in più per visitare questa rinomata area, conosciuta per il vino. “Il Comune – spiega l’amministrazione di Negrar – presterà tutta la collaborazione necessaria e ringrazia fin da ora i professionisti della Soprintendenza e i proprietari dell’area per l’unità di intenti e la disponibilità con la quale stanno perseguendo il progetto”.

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Villa romana tra le vigne di Negrar di Valpolicella

Naturalmente l’iter, però, è ancora lungo. “Il risultato non arriverà a breve e occorreranno risorse rilevanti. Ma è importante, finalmente, tracciare la strada”, conclude il Comune di Negrar di Valpolicella.

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Villa romana tra le vigne di Negrar di Valpolicella

La villa è sbucata non proprio nel punto in cui si pensava che fosse. Sono riprese nel 2019, dopo circa un secolo dai primi scavi archeologici del 1922, effettuati allora dalla Soprintendenza archeologica delle Venezie, che diresse Tina Campanile, e poi ripresi in parte nel 1975, le indagini sulla villa romana datata terzo secolo dopo Cristo.

L’archeologo Gianni de Zuccato, funzionario della Soprintendenza archeologia Belle arti e Paesaggio, nelle scorse settimane ha sondato in più punti il terreno privato in cui, secondo le mappe e i carteggi di Campanile, dovevano trovarsi le stanze decorate a mosaico dell’antica dimora. Un’operazione non facile, dato che «lo scavo del 1922 è documentato da diari, rilievi e fotografie, ma è privo di una vera e proprio collocazione su mappa».

L’intervento da lui diretto, approvato dal Soprintendente Fabrizio Magani e realizzato operativamente dall’archeologo Alberto Manicardi della Sap (Società archeologica padana), costituisce «la prima fase di una ricerca finalizzata a individuare l’esatta localizzazione ed estensione della villa romana, di cui nel 1922 era stata messa in luce una superficie di 270 metri quadrati del settore residenziale, con varie stanze splendidamente pavimentate a mosaico», spiega de Zuccato.

LA SCOPERTA. A luglio 2019 si è iniziato a scavare aprendo una serie di trincee. Nei primi punti scelti, però, nessuna traccia dei mosaici. Solo, si fa per dire, segni di strutture comunque mai individuate in precedenza, ossia «muri, una pavimentazione con lastre di pietra e tre gradini, appartenenti probabilmente a un settore di servizio della residenza», continua de Zuccato. Poi, finalmente, ha fatto capolino il limite nord dello scavo del 1922 ed è stata scoperta una porzione della pavimentazione a mosaico a motivi geometrici. «Potrebbe trattarsi del lato meridionale di un ampio portico colonnato, un peristilio, forse aperto su un giardino interno».

Scheda sintetica del Sito

Cronologia dei rinvenimenti

  • 1887 rinvenimento casuale
  • 1922 scavi (parziali) Soprintendenza alle Antichità delle Venezie
  • 1975 scavo (parziale) Soprintendenza alle Antichità del Veneto

Notizie storico-critiche sul ritrovamento della villa romana

In seguito a vari affioramenti di laterizi, intonaco dipinto e mosaici, nel 1887 fu scoperto, a m 1,25 di profondità, un tratto di mosaico pavimentale e, con la prosecuzione dello scavo, ne emersero almeno altri tre che furono acquistati dal Comune di Verona.

In seguito al rinvenimento di un altro lacerto musivo, nel corso di lavori agricoli, nel 1922 fu condotto uno scavo da parte della Soprintendenza alle Antichità, che mise in luce nuovi ambienti pavimentati a mosaico. Nel 1975 lo sbancamento per l’edificazione di un’abitazione privata, in un’area adiacente, permise di individuare un’ulteriore ambiente con pavimentazione musiva.

Interpretazione

Villa rustica, a carattere residenziale e produttivo di media età imperiale (III sec. d.C.), di cui fu esplorata solo una parte del settore residenziale (pars urbana), con la messa in luce di una grande sala rettangolare, affiancata da altri ambienti laterali e un lungo portico settentrionale.

Tutti gli ambienti presentano una pavimentazione decorata a mosaico. Nella sala centrale vi erano cinque quadri figurati inseriti in riquadri geometrici: un emblema con una scena mitologica al centro, putti in veste d’auriga nei quattro riquadri laterali. I pavimenti degli altri ambienti presentavano invece pregevoli decorazioni geometriche.

Sono stati rinvenuti anche numerosi lacerti di intonaco dipinto, varie monete tra cui un sesterzio di Lucio Vero (161-169 d.C.), un piccolo braccialetto, un anello e un ago da cucito in bronzo, un campanello e i piedi di una piccola figura in terracotta con tracce di doratura.

 

Riferimenti e approfondimenti

  1. Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza www.sbap-vr.beniculturali.it
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