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Scoperta mozzafiato che lascia intravedere i minuti dopo l’impatto di Chivxulub “dinosauro – assassino”

Uno studio pubblicato dalla National Academy of Sciences offre un’anteprima scientifico: un’istantanea dettagliata dei momenti terribili subito dopo l’impatto di Chicxulub, uno degli eventi più catastrofici che abbia mai conosciuto la vita sulla Terra.

In un sito chiamato Tanis in Hell Creek Formation del Nord Dakota, una squadra di paleontologi ha portato alla luce fossili di pesci e animali perfettamente conservati, creature che vivevano in un fiume, morti in seguito all’impatto di Chicxulub. I fossili sono stati trovati lungo il confine KT  associato all’impatto di circa 66 milioni di anni fa che ha sradicato circa il 75% delle specie animali e vegetali sulla Terra.

Un numero impressionante di fossili di pesci, mammiferi primitivi, e alberi accatastati l’uno sull’altro. Questo è lo scenario che si è presentato davanti agli occhi di un team di scienziati dell’Università del Kansas, in un’area denominata Hell Creek Formation nel North Dakota. Un vero e proprio cimitero di massa che sembra essere la firma degli effetti diretti dell’asteroide che circa 66 milioni di anni fa ha impattato sulla Terra, spazzando via i dinosauri e la maggior parte delle specie viventi.

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Gli studi condotti su quello che viene definito come l’impatto di Chiocxulub – dal nome del cratere formatosi a seguito dell’impatto, in Messico – sostengono che l’evento abbia causato un potente tsunami, terremoti di magnitudo 12 e una pioggia di rocce appuntite che ha dato luogo ad incendi diffusi su tutto il Nord America. Ora, i fossili rivenuti a più di tremila chilometri di distanza dal cratere messicano, sembrano essere le prime prove tangibili delle conseguenze dell’evento.

La qualità della conservazione dei fossili di Tanis è tale che Burnham la chiama “lagerstätte” dell’evento KT – il paleontologo parla di un deposito sedimentario di riferimento con esemplari eccezionalmente intatti. Ha detto che questo è particolarmente vero in quanto i pesci sono cartilaginei, non ossei e meno inclini alla fossilizzazione.

“La sedimentazione è avvenuta così rapidamente che tutto è conservato in tre dimensioni – non sono schiacciati”, ha detto Burnham. “È come una valanga che collassa un liquido. Le specie di quelò periodo sono state uccise improvvisamente a causa della violenza dell’acqua. Abbiamo trovato un pesce che ha colpito un albero e si è spezzato a metà “. In effetti, il sito Tanis contiene molte centinaia di antichi pesci fossili morti dopo l’impatto di Chicxulub.

“Molti ritrovamenti sembrano essere nuove specie oltre i migliori esempi conosciuti nel loro genere”, ha detto DePalma. Abbiamo subito riconosciuto che il sedimento circostante era stato depositato da un’improvvisa, massiccia ondata di acqua, e che l’ondata era diretta nell’entroterra. Abbiamo notato detriti da impatto di asteroidi all’interno del sedimento e uno strato compatto di argilla di confine KT appoggiato su sul sedimento, ci siamo resi conto che questo insolito sito si trovava proprio  al  confine KT “. Secondo Burnham, i fossili ritrovati riempiono un vuoto nella conoscenza scientifica con nuovi dettagli.

“Abbiamo capito ciò che è accaduto subito dopo l’impatto ‘ questa esplosione ha ucciso i dinosauri, ma perché non abbiamo corpi morti dappertutto?’ Non sono dinosauri, ma penso che alla fine troveremo pure questi”. DePalma ha detto che la sua scoperta fornisce nuovi dettagli spettacolari a quello che è forse l’evento più importante che abbia mai influenzato la vita sulla Terra.

“È difficile non rimanere soffocati e appassionati su questo argomento, esaminiamo le registrazioni momento per momento di uno degli eventi di impatto più importanti nella storia della Terra. Nessun altro sito ha simili dettagli. E questo particolare evento è legato direttamente a tutti noi, a tutti i mammiferi della Terra perché questo è essenzialmente il luogo in cui abbiamo ereditato il nostro pianeta. Dopo quell’impatto la Terra divenne un pianeta di mammiferi piuttosto che un pianeta di dinosauri”.

“Come esseri umani, siamo stati dotati di un lignaggio che sopravvisse letteralmente tra le ceneri di quello che era un tempo il glorioso regno dei dinosauri e siamo l’unica specie sul pianeta che sia mai stata in grado di imparare da un tale evento al beneficio di noi stessi e di ogni altro organismo nel nostro mondo. ”

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I ritrovamenti dimostrano che gli animali sono stati letteralmente trafitti da una pioggia di sferule e rocce appuntite, rinvenute anche nelle branchie della maggioranza dei pesci. Il team di ricerca, guidato da Robert De Palma, ritiene che i ritrovamenti non possano essere stati trasportati da uno tsunami, poiché l’allora Nord Dakota era troppo lontano dalla linea di costa del Golfo del Messico e lo avrebbe potuto raggiungere solo dopo almeno 12 ore.

A travolgere e trasportare animali e piante sarebbero state le stesse onde che si generano all’interno di bacini chiusi a causa di onde sismiche, con una forza equivalente a quella di un terremoto di magnitudo 10 e che avrebbero raggiunto il nord Dakota in una decina di minuti. Il sito contiene molte centinaia di antichi fossili di pesci morti a causa dell’impatto di Chicxulub. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy, fornisce nuovi dettagli su quello che rappresenta l’evento più significativo che abbia mai influenzato la vita sulla Terra.

Il limite K-T

Nel 1980 un gruppo di ricerca guidato dal fisico Luis Álvarez, rilevò nei sedimenti di molte parti del mondo relativi alla transizione tra Cretacico e Terziario, una concentrazione di iridio tra 30 e 130 volte maggiore del normale. L’iridio è normalmente piuttosto raro nella crosta terrestre in quanto, essendo un siderofilo, è precipitato con il ferro nel nucleo terrestre nelle prime fasi di formazione della Terra durante la differenziazione planetaria. È invece abbondante negli asteroidi e nelle comete e ciò condusse il gruppo di Álvarez ad ipotizzare che la traccia minerale recasse testimonianza dell’impatto tra un asteroide e la Terra, che avrebbe determinato la transizione tra Cretaceo e Paleocene.

L’idea di un impatto astronomico era già stata proposta, ma senza averne rilevato le tracce. Ed anche Álvarez, nel formulare la sua ipotesi, non aveva indicato alcun possibile sito per l’impatto. Era stato tuttavia calcolato che l’impatto avrebbe dovuto condurre alla formazione di un cratere di circa 250 chilometri di diametro.

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Il limite K-T ben in evidenza al Passo di Raton (nel Colorado)

La topografia radar rivela le dimensioni del cratere di Chicxulub (180 km). Ricerche successive identificarono nel 1990 il cratere di Chicxulub sulla costa dello Yucatán, in Messico, come quello corrispondente alle indicazioni; questo cratere ha infatti un diametro di circa 180 chilometri, in linea con i calcoli precedenti.

La forma e la localizzazione del cratere indicano altre cause di devastazione oltre alla nube di polveri. L’impatto dell’asteroide sulla costa deve aver provocato giganteschi tsunami, testimoniati da numerose tracce nella costa Caraibica e nell’est degli Stati Uniti. L’asteroide impattò in uno strato di gesso (solfato di calcio) che provocò un aerosol di anidride solforosa il quale, oltre ad oscurare la luce del Sole, provocò ingenti piogge acide che risultarono letali per la vegetazione, il plancton e gli organismi che costruiscono un guscio calcareo come i molluschi. Si calcola che ci vollero più di dieci anni perché gli aerosol si dissolvessero.

La forma del cratere inoltre suggerisce che l’asteroide colpì il suolo con un angolo tra 20° e 30° e con direzione nord-ovest, indirizzando quindi i detriti verso la parte centrale degli odierni Stati Uniti. L’ipotesi dell’impatto da asteroide è accettata dalla maggior parte dei paleontologi, anche se questa non è ritenuta la sola causa dell’estinzione di massa.

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La topografia radar rivela le dimensioni del cratere di Chicxulub (180 km)

Cratere Chicxulub

Il cratere Chicxulub è un cratere sepolto sotto la penisola dello Yucatán in Messico. Il suo centro si trova vicino alla città di Chicxulub, da cui prende il nome il cratere. E’ stato formato da un grande asteroide o una cometa di circa 11-81 chilometri di diametro,  l’impatto di Chicxulub,. La data dell’impatto coincide esattamente con il confine Cretaceo-Paleogene ( limite K-Pg), poco meno di 66 milioni di anni fa  e una teoria ampiamente accettata  sull’estinzione di massa del 75% delle specie vegetali e animali sulla Terra.

Il cratere ha un diametro di 150 chilometri di diametro e 20 km di profondità, quindi all’interno della crosta continentale della regione di circa 10-30 km. È il secondo più grande impatto confermato sulla Terra e l’unico il cui anello è intatto e direttamente accessibile per la ricerca scientifica. 

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Carta delle anomalie gravimetriche della Penisola dello Yucatán – In bianco la linea di costa (immagine fornita da NASA/JPL-Caltech)

Referenze

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