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Luna: la prima mappa geologica

Per la prima volta, l’intera superficie lunare  è stata completamente mappata e uniformemente classificata dagli scienziati dell’USGS Astrogeology Science Center, in collaborazione con la NASA e il Lunar Planetary Institute.

La mappa lunare, chiamata “Unified Geologic Map of the Moon”, sarà un modello definitivo della geologia superficiale della luna per le future missioni umane e sarà preziosa per la comunità scientifica internazionale, gli insegnanti e il grande pubblico. La mappa digitale è ora disponibile online e mostra la geologia della luna con dettagli incredibili (scala 1: 5.000.000).

“Le persone sono sempre state affascinate dalla luna e su quando potremo tornarci”, dice l’attuale direttore dell’USGS ed ex astronauta della NASA Jim Reilly. “Quindi, è meraviglioso veder creare una risorsa che può aiutare la NASA a pianificare le future missioni”.

luna geologia
NASA/GSFC/USGS

Il documento fornisce un quadro davvero ampio e preciso del nostro satellite in scala 1:5.000.000 con codici di colore molto precisi (e divertenti, a dirla tutta) che ci consentono di identificare con facilità le specificità del terreno, inclusi i vari tipi di crateri, le pianure, le valli desertiche e così via.

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NASA/GSFC/USGS

Per la prima volta l’intera superficie è stata dunque mappata e classificata in modo uniforme dall’Astrogeology Science Center dell’Usgs in un lavoro di squadra con la Nasa e il Lunar Planetary Institute. Si chiama “Unified Geological Map of the Moon” e sarà uno dei documenti essenziali per i prossimi programmi di esplorazione lunare, come le missioni umane del programma Artemide, ma punta anche a un pubblico più ampio di divulgatori, insegnanti, studenti e appassionati.

Si può consultare online (eccola alla risoluzione massima, qui invece la pagina iniziale) con tutte le spiegazioni allegate. Si va dai crateri e le formazioni di periodo copernicano, i più recenti, a quelli di periodo eratosteniano, imbriano o pre-nettariano. Spiccano ovviamente i diversi “mari”, come il Frigoris, l’Imbrium e il Serenitatis.

Sono nomi probabilmente ignoti ai più: indicano la scala dei tempi geologici lunari, vale a dire l’affascinante suddivisione della storia lunare in base alle ere geologiche attraversate a partire dalla sua formazione, stimata in 4,5 miliardi di anni fa.

Il pre-nettariano è il periodo più antico, da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa. Lo segue ovviamente il nettariano, l’imbriano inferiore e quello superiore, l’eratosteniano e, appunto, il copernicano, cioè il più recente, da 1,1 miliardi di anni fa a oggi. Il grosso di queste formazioni, e in generale della superficie lunare, ruota intorno ai cosiddetti (e numerosi) crateri da impatto e al vulcanismo proseguito fino a circa 1,2 miliardi di anni fa.

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NASA/GSFC/USGS

Le informazioni della mappa sono state ricavate sfruttando quanto raccolto da mappe dell’era Apollo ridisegnate (ma pur sempre tutelando le preziose osservazioni dell’epoca) grazie ai dati più aggiornati dalle più recenti missioni come il Lunar Reconnaissance Orbiter lanciato nel 2009 e la giapponese “Selene” decollata due anni prima. Il tutto si unisce a una maggiore uniformità dei nomi e delle classificazione della stratigrafia lunare, da sempre elemento di dibattito nella comunità scientifica.

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NASA/GSFC/USGS

“Questa mappa è il culmine di un progetto lungo decenni – ha aggiunto Corey Fortezzo, geologo dell’agenzia e principale autore della nuova mappa – ci fornisce informazioni vitali per nuovi studi scientifici collegando l’esplorazione di siti specifici della Luna col resto della superficie”.

Science News – I diversi colori sulla mappa geologica della luna indicano diversi tipi di formazioni rocciose e di sedimenti sulla luna. Ad esempio, i crateri associati al periodo eratostenico sulla luna (da circa 3,2 miliardi a 1,1 miliardi di anni fa) sono in genere contrassegnati in verde. I crateri del vecchio periodo imbriano (da circa 3,9 miliardi a 3,2 miliardi di anni fa) sono generalmente dipinti di blu.

 

Riferimenti e approfondimenti

  1. USGS Astrogeology Science Center
  2. Amici della Scienza
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