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Conto alla rovescia per Calving. Un nuovo gigantesco iceberg potrebbe presto staccarsi dall’Antartide

Due crepe nella piattaforma di Brunt sono sul punto di incontrarsi e rilasciare un blocco di ghiaccio grande due volte Manhattan. In questo caso il cambiamento climatico non sembra però aver giocato un ruolo

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Mappa fonte https://earthobservatory.nasa.gov. Situazione al 23 gennaio 2019

Un blocco di ghiaccio grande due volte Manhattan potrebbe staccarsi da un momento all’altro dalla piattaforma di Brunt in Antartide.

Due grandi crepe nella piattaforma si sono andate allargando nel corso degli ultimi anni. Quando finiranno per intersecarsi, un iceberg di 1.700 chilometri quadrati e dello spessore di 150 metri finirà in mare, dove nel tempo si scioglierà contribuendo all’innalzamento del livello del mare.

Quanto sta accadendo non rappresenta certo una sorpresa dato che la piattaforma di Brunt è una delle lingue di ghiaccio monitorate con maggiore attenzione al mondo in quanto ospita la stazione di ricerca Halley che fa capo alla spedizione di ricerca scientifica British Antarctic Survey. Nessuno sa però dove si staccherà esattamente l’iceberg.

Quando ciò accadrà, non sarà neppure il distacco di ghiaccio più grande tra quelli verificatesi negli ultimi anni. Questo primato spetta infatti ad un iceberg delle dimensioni maggiori del Molise che ha preso il largo dalla vicina piattaforma Larsen-C nel 2017. Ma non per questo l’evento va preso sottogamba.

A differenza delle clamorose rotture di iceberg avvenute nel corso degli ultimi anni, questa non sembra essere stata tuttavia indotta dai cambiamenti climatici e dal conseguente riscaldamento del mare o dell’aria.

“La piattaforma di Brunt è piuttosto a sud rispetto a quelle che hanno rilasciato dei giganteschi iceberg in passato”, dice Oliver Marsh, glaciologo della British Antarctic Survey che lavora a Cambridge, e le temperture eccezionalmente calde che hanno arroventato la regione antartica nell’area di Brunt non sono ancora state altrettanto drammatiche. “Questo distacco fa parte di un ciclo naturale”.

La prima linea di frattura sulla piattaforma di ghiaccio di Brunt, chiamata Chasm 1, ha iniziato a formarsi 35 anni fa. E’ rimasta relativamente stabile fino al 2012, quando i ricercatori hanno osservato che aveva ripreso ad estendersi, allugandosi lungo la grande lingua di ghiaccio protesa verso il mare. Ora continua a crescere ad un velocità media di circa un paio di centinaia di metri ogni settimana.

Il secondo punto di frattura, visibile vicino alla parte alta dell’immagine, è stata osservato per la prima volta nel 2016 ed è chiamato “Halloween crack”. La spaccatura è a monte rispetto a delle increspature, visibili grazie alle immagini da satellite, chiamate Ghiacciaio di McDonald. Queste increspature si formano quando la base della piattaforma, che scivola lentamente in direzione del mare, si scontra con un rilievo sottomarino che fa sollevare il ghiaccio e ne rallenta il movimento.

L’estremità di Chasm 1 è attualmente a circa 5 chilometri dalle increspature di ghiaccio. Prima o poi le due spaccature finiranno per incontrarsi. Quando lo faranno, un gigantesco iceberg inizierà il suo lento andare alla deriva. In alternativa, dice Marsh, la pressione sulla piattaforma di ghiaccio potrebbe spingere Chasm 1 a prendere una piega in direzione del mare. L’esito finale finirebbe per essere lo stesso, a cambiare sarebbero però i tempi prima che ciò accada.

NASA's Operation IceBridge Maps Changes To Antartica's Ice Mass
Ghiaccio frantumato vicino alla costa dell’Antartide occidentale, fotografato dall’oblò di un aereo dell’Operazione IceBridge della NASA il 28 ottobre del 2016. Le crepe mostrano quanto sia fragile la copertura glaciale.

La crisi del riscaldamento globale sembra stia peggiorando sempre più velocemente. L’Antartide è oggi sotto i riflettori con una sconvolgente ricerca nuova di zecca, dagli sviluppi raccapriccianti.

Se si sciogliesse integralmente l’intera Antartide, provocherebbe un innalzamento del livello del mare di circa 60 m (200’), ma questo non succederà durante il nostro corso di vita. È troppo grande e richiederebbe decisamente troppo riscaldamento e davvero troppo tempo. Ma un collasso di una parte significante dell’Antartide, come l’Antartide occidentale, ha il potenziale, secondo la nuova ricerca, per sommergere Miami e New York durante le nostre vite attuali. È la prima volta questa, in cui delle osservazioni scientifiche giungono ufficialmente alla conclusione che una catastrofe così orrenda sia possibile, così presto!

Miami Beach è già costretta a sollevare le strade di mezzo metro (2 piedi) a causa delle persistenti inondazioni dopo le esperienze del passato. Inoltre, un mare in crescita è la vendetta del riscaldamento globale per le sconsiderate, arroganti, presuntuosamente eccessive antropogeniche (causate dall’uomo) emissioni di CO2 di combustibile fossile.

Le nuove spaventose scoperte includono il ghiacciaio di Pine Island, l’oggetto del lavoro di ricerca di Seongsu Jeong, Ian M. Howat, Jeremy N. Basis, Accelerated Ice Shelf Rifting and Retreat at Pine Island Glacier, West Antarctica, Geophysical Research Letters, 28 November 2016 (Accelerazione della frattura di una calotta di ghiaccio e arretramento nel ghiacciaio di Pine Island, Antartide occidentale, Geophysical Research Letters, 28 November 2016).

Il tenore dell’articolo di Jeong, dovrebbe spaventare a morte chiunque dubiti della solennità e della potenza dietro l’accelerazione del riscaldamento globale. Si dà il caso che il ghiacciaio di Pine Island fosse già la più grande massa al mondo di irreversibile scioglimento di ghiaccio, prima che questa nuova ricerca venisse alla luce, ma la tempistica è sempre stata un po’ confusa. Adesso, con questa nuova analisi, la tempistica sta assumendo una nuova preoccupante dimensione.

Ecco il problema: secondo Ian Howat, professore associato di Scienze della Terra presso l’Università statale dell’Ohio: “questa sorta di formazione di fratture causa un altro meccanismo di arretramento rapido di questi ghiacciai, aggiungendo la probabilità che si possano vedere collassi significanti nell’Antartide occidentale durante la nostra esistenza” (Fonte: Pam Frost Gorder, La rottura della calotta di ghiaccio dell’Antartico occidentale dall’interno, Università statale dell’Ohio, 28 Nov 2016). (Source, Pam Frost Gorder, West Antarctic Ice Shelf Breaking Up From the Inside Out, The Ohio State University, Nov. 28, 2016).

Questa è una minaccia di riscaldamento globale completamente nuova. È grande, veramente grande! È la prima volta che i ricercatori danno testimonianza di “profonde fratture sotto la superficie” che si aprono nel ghiaccio dell’Antartico. “ Questo implica che qualcosa abbia indebolito il centro della calotta di ghiaccio, con la spiegazione più probabile di un crepaccio scioltosi al livello di sostrato roccioso da un oceano riscaldato”, Ibid. La base della lastra di ghiaccio dell’Antartide occidentale giace sotto il livello del mare, in questo modo l’acqua calda dell’oceano può introdursi all’interno, inosservata.

Un oceano riscaldato appare come la causa di come l’oceano abbia assorbito il 90% del calore della Terra, aiutando a proteggere le creature sulla terraferma, come gli umani, da un reale surriscaldamento dannoso. Ma, si raccoglie ciò che si semina, come è stato dimostrato in Antartide; tutto questo calore mondiale ci si sta ritorcendo contro sotto grandi, grosse lastre di ghiaccio.

Qui le differenze rispetto alle ricerche del passato: le fratture si formano generalmente ai margini delle calotte di ghiaccio, dando vita agli iceberg, ma non in profondità e all’interno, come invece evidenzia questa nuova scoperta. Inoltre, la frattura in questione è all’interno a circa 32 km (20 miglia). Il Ghiacciaio di Pine Island (tenendo le dita incrociate) funziona come misura di protezione, trattenendo grandi porzioni di ghiaccio dell’Antartide occidentale dal riversarsi nel mare. Il Ghiacciaio di Pine Island è come un portiere di hockey per una parte delle lastre di ghiaccio del Massiccio dell’Antartide occidentale, l’ultima linea di difesa, che previene il collasso parziale delle grandi lastre di ghiaccio, che causerebbero un grande tonfo inimmaginabile, di grandezza inconcepibile!

Un anno fa, Science Magazine ha pubblicato il seguente articolo: “Just a Nudge Could Collapse West Antarctic Ice Sheet, Raise Sea Levels 3 Meters,” Science, Nov. 2, 2015 ( “Solo un colpetto potrebbe portare al collasso delle lastre di ghiaccio dell’Antartide occidentale, si solleva di 3 metri il livello del mare”, Science 2 Nov. 2015). Il paragrafo di apertura dell’articolo dichiara: “Non serve molto a causare il crollo totale della lastra di ghiaccio dell’Antartide occidentale, ed una volta iniziato, non si fermerà. Nell’ultimo anno, molti articoli hanno evidenziato la vulnerabilità della lastra di ghiaccio che ricopre la parte occidentale del continente, suggerendo che il suo crollo sia inevitabile, e probabilmente già in corso. Adesso, un nuovo modello mostra proprio come questa valanga possa realizzarsi. Una quantità relativamente piccola di scioglimento nel corso di pochi decenni, dice l’autore, porterà inesorabilmente alla destabilizzazione dell’intera lastra di ghiaccio ed all’aumento del livello del mare di più di tre metri”. Questo era prima, circa un anno fa, ma adesso le circostanze sembra si stiano accelerando…

Con questa nuova scoperta, la tempistica per il collasso della lastra di ghiaccio dell’Antartide occidentale è del tutto inquietante. In precedenza i ricercatori pensavano a decenni e secoli. Adesso, “all’interno delle nostre vite attuali”.

Presupponendo che non sia già troppo tardi, mai prima d’ora nella storia mondiale è stato importante avere una forte leadership in USA, per fare qualunque cosa sia necessaria per tamponare un cambio climatico incombente, un cataclisma del riscaldamento globale. È in gioco il nostro stile di vita.

In base a queste linee, la scienza che studia il clima è inspiegabilmente simile al rilevamento degli asteroidi vicini alla Terra, che nel corso dei millenni si sono occasionalmente scontrati con la terra, annientando ad esempio, i poveri ed indifesi dinosauri. Se un asteroide vicino alla Terra è progettato per urtare, forse un certo tipo di dispiegamento può prevenire il grande schianto dall’annientamento della vita sul pianeta. Perciò, ponendo la domanda più grande: Quale dispiegamento ferma le lastre di ghiaccio dal collasso?

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