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Arecibo: il radiotelescopio sarà smantellato!

Arriva la notizia terribile che nessuno voleva sentire (ma che molti temevano): l’osservatorio di Arecibo è stato ufficialmente dichiarato “perduto”, e verrà chiuso definitivamente. I troppi danni ne rendono impossibile il recupero.

La storia di Arecibo in questi ultimi mesi è stata a dir poco disastrosa: come vi abbiamo raccontato, ad agosto un cavo spesso e solidissimo ha ceduto, distruggendo parte dell’impianto (causando danni gravi) e poi, più di recente, un secondo cavo ha seguito la sorte del suo congiunto, mettendo ancor più a rischio la situazione dell’osservatorio conosciuto anche come “National Astronomy and Ionosphere Center” (NAIC)

Dopo una conferenza tenutasi nella giornata di oggi, arriva la conferma ufficiale che Arecibo è perduto: gli interventi di ristrutturazione, di analisi e di indagine sono troppo rischiosi, in quanto tutto lo stabilimento versa da diverso tempo in gravi condizioni. Visto che intervenire in alcun modo sembra mettere in pericolo la vita di troppe persone si è deciso in maniera estrema di dire addio allo storico Osservatorio, smantellandolo.

Radiotelescopio Arecibo
Radiotelescopio Arecibo

La National Science Foundation (NSF), mediante il Direttore della divisione delle scienze Astronomiche Ralph Gaume, ha fatto sapere che molta della tecnologia “recuperabile” verrà riciclata ed utilizzata in altre strutture. “Il telescopio è attualmente a serio rischio di un collasso inaspettato e incontrollato e, secondo i nostri ingegneri, la struttura crollerà da sola nell’immediato futuro“.

Ora, tutti i progetti che necessitavano dei servigi del radiotelescopio verranno migrati su altri osservatori, sottolineando come la “scienza” di Arecibo non morirà mai, ma semplicemente troverà terreno fertile in altri posti.

Tuttavia, i problemi per la definitiva disattivazione sono molti: il collasso rischia di fermare qualsiasi tipo di intervento, e ciò non deve succedere altrimenti l’osservatorio potrebbe finire in uno stato di abbandono, trasformandosi in un rudere. È ciò che la squadra della NSF cercherà assolutamente di evitare: se si riuscirà a smantellare il radiotelescopio in modo controllato, gli altri stabilimenti vicini come il centro visitatori o l’impianto di ricerca atmosferico potrebbero sopravvivere.

In calce alla news potete osservare voi stessi la foto scattata a inizio novembre che mette in luce il grave decadimento e stato logoro della struttura.

Una triste vicenda, che getta un’ombra malinconica e oscura su uno degli osservatori astronomici più importanti degli ultimi 60 anni, che ha servito con egregio impegno, venendo coinvolto in prima linea anche per la ricerca SETI della vita aliena. Arecibo è morto, lunga vita ad Arecibo.

Danni meteorologici e successiva dismissione

L’osservatorio è stato chiuso ad inizio settembre 2017 per un breve periodo a causa dell’uragano Irma imperversante sulla zona. I danni hanno interessato anche il disco principale danneggiato dalla caduta dell’antenna di comunicazione dei dati.

L’agenzia NSF finanziatrice principale del progetto, anche a seguito della riduzione dell’utilità del piatto ha ridotto drasticamente i fondi ad Arecibo e ad altre strutture, considerando i futuri investimenti quali il Large Synoptic Survey Telescope. L’operatività del radiotelescopio è comunque stata garantita per il successivo quinquennio.

Nel 2020 precauzionalmente, l’osservatorio è stato chiuso in conseguenza dello sciame sismico verificatosi in occasione del terremoto avvenuto il 7 gennaio. Il 10 agosto 2020 la rottura di un cavo di sostegno di una piattaforma collocata sopra il disco centrale ha causato uno squarcio di circa 30 metri sulla parabola riflettente, interrompendo le osservazioni di radio ascolto.

Tre mesi dopo, il 7 novembre, un altro cavo di sostegno si è spezzato lacerando la parabola principale del radiotelescopio, aumentando il rischio che il carico gravante sui rimanenti cavi potesse provocare il crollo della piattaforma centrale sospesa sulla parabola.

 LA NSF ha successivamente deciso di dismettere l’apparato ricevente avendo valutato troppo rischioso effettuare lavori di riparazione in quanto tentativi di stabilizzare la precaria struttura potrebbero portare ad un generale collasso compromettendo la sicurezza degli addetti ai lavori. Le strutture pertinenti quali il centro visitatori ed aree adiacenti verrebbero mantenute in caso di riuscita dello smantellamento controllato dell’intero impalcato.

arecibo
Particolare della complessa radio antenna

Scoperte

Il radiotelescopio di Arecibo ha prodotto importanti scoperte scientifiche. Il 7 aprile 1964, poco dopo l’inaugurazione effettuata il 1º novembre 1963, il gruppo di Gordon H. Pettengill determinò che il periodo di rotazione di Mercurio non era di 88 giorni, come era stato previsto, ma di soli 59 giorni.

Nel 1968, la scoperta di Richard Lovelace e altri della periodicità della nebulosa del Granchio (33 ms) fornì la prima evidenza fondata dell’esistenza delle stelle di neutroni nell’Universo.

Nel 1974 Hulse e Taylor scoprirono la prima pulsar binaria PSR B1913+16, per la quale verrà poi assegnato loro il Premio Nobel per la fisica.

Nel 1982 venne scoperta la prima millisecondpulsar, PSR J1937+21, da Don Backer, Shri Kulkarni e altri. Questo oggetto ruota su sé stesso 642 volte al secondo ed è rimasto fino al 2005 la pulsar più veloce conosciuta.

Nell’agosto del 1989 si ottenne la prima immagine diretta di un asteroide nella storia: il 4769 Castalia. Nell’anno seguente, l’astronomo polacco Aleksander Wolszczan scoprì la pulsar PSR B1257+12 in orbita alla quale vennero poi trovati tre pianeti (e una possibile cometa). Questi furono i primi pianeti extrasolari scoperti. Nel 1994, John Harmon utilizzò il radiotelescopio per mappare la distribuzione del ghiaccio nei poli di Mercurio.

Grazie al progetto SETI@home è stata scoperta nel 1º settembre 2004 la Sorgente radio SHGb02+14a, una possibile fonte extraterrestre. La sorgente radio è stata osservata per tre volte a una frequenza di 1420 MHz.

Altri utilizzi

Il telescopio è stato utilizzato anche per scopi militari, per esempio per localizzare le installazioni radar sovietiche captando i loro segnali che rimbalzavano sulla superficie lunare. Esso è pure la sorgente dei dati per i progetti di calcolo distribuito Einstein@home e SETI@Home, quest’ultimo proposto dal Laboratorio di Scienze Spaziali a Berkeley, l’Università della California, ed è utilizzato per le osservazioni del Progetto Phoenix del Seti Institute.

Nel 1974 con il radiotelescopio venne trasmesso verso l’ammasso globulare M13 (distante circa 25.000 anni luce) il messaggio di Arecibo, un tentativo di comunicare con forme di vita extraterrestri. Si trattava di un modello a 1.679 bit di uni e zeri che definiscono un’immagine bitmap di 23×73 pixel la quale include numeri, figure stilizzate, formule chimiche e un’immagine stilizzata dello stesso telescopio.

INAF-TV è il canale YouTube di Media INAF (http://www.media.inaf.it/) Di Marco Malaspina

 

Riferimenti e approfondimenti

  1. Meghan Bartels, Arecibo radio telescope, an icon of astronomy, is lost, su space.com, 19 novembre 2020.
  2.  American Association for the Advancement of Science (a cura di), Famed Arecibo telescope, on the brink of collapse, will be dismantled, su sciencemag.org, 19 novembre 2020.
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